Piccoli talenti Waterpolo crescono: la bella favola degli under 13 allenati da Roberto Bucci

“Il nostro compito è rendere i ragazzi pronti ad affrontare il futuro in questo sport. Insegniamo rispetto, non dimentichiamo il divertimento e trasmettiamo la cultura del lavoro, necessaria per questa disciplina”.

Giovane, 27 anni, ma esperto e determinato, Roberto Bucci è tra i responsabili del settore giovanile della Waterpolo Bari. Il suo mestiere è formare i ragazzi under 13, quelli nati dal 2002 al 2004. Un lavoro impegnativo ma ricco di soddisfazioni. Come quelle avute qualche settimana fa a Civitavecchia

“Abbiamo partecipato con i ragazzi al Calcaterra challenge, il torneo internazionale di pallanuoto, per formazioni giovanili organizzato dai fratelli Calcaterra. Hanno partecipato 24 squadre, tra le migliori italiane, tra cui Posillipo Napoli, Catania e Camogli, e due greche. Era una specie di esordio per noi in un torneo di così alto livello e siamo arrivati quinti. Nel girone di qualificazione abbiamo perso solo con chi poi ha vinto la competizione: il Posillipo”.

Un bel risultato, non c’è che dire

“Certo. Un risultato che premia l’entusiasmo e l’impegno dei ragazzi che si allenano con noi praticamente tutti i giorni. Per loro è stata un’esperienza bellissima”.

Un’esperienza fondamentale per crescere, visto il confronto con i piccoli atleti delle altre squadre

“Sicuramente. Partecipare a questo tipo di manifestazioni e confrontarsi con l’organizzazione di altre società storicamente più affermate della nostra, rappresenta uno dei momenti più importanti di crescita per tutti. Per i ragazzi ma anche per noi”.

Cosa dice più spesso ai suoi giovani atleti?

“Che bisogna lavorare molto per crescere nella pallanuoto. Il talento non basta. Ci sono giocatori che con meno talento ma tanti sacrifici hanno fatto bellissime carriere e, viceversa, giocatori con più talento e meno voglia di lavorare che si sono persi negli anni”.

Non c’è il rischio di caricare troppo atleti così giovani?

“La loro è un’età delicata e di passaggio. Si preparano a essere la nuova nidiata che nel giro di pochi anni può ambire alla prima squadra. Bisogna trovare l’equilibro, tra il lavoro e il divertimento. Questo è fondamentale”.

Dopo due anni alla guida degli under 13, i risultati la stanno ripagando?

“Diciamo che ho fatto mia l’esperienza da giocatore, finita un presto perché dovevo lavorare e per qualche mio difetto caratteriale. Questo, però, mi aiuta a capire i ragazzi che stanno rispondendo alla grande. Nel girone di campionato, siamo primi con nove vittorie su dieci. Direi che di più non si poteva fare. Sono davvero bravi”.